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L’idea di fare un museo della marineria, nacque fra le mura della Conca d’Oro, storica pensioncina di Viserbella. Racconta Marta: “In quel giorno di ormai trent’anni anni or sono Maurizio Mangianti, Marino Donati, Valter Rinaldi, Renato Gugnali e altri diciotto amici capirono che si andava perdendo la memoria storica delle tradizioni marinare e delle origini di Viserbella.

Viserbella era un piccolo borgo, la cui economia nei primi decenni del Novecento era sorta e si era basata sull’agricoltura e sul mestiere del marinaio, soprattutto poveracciai. Ai quattro amici venne quindi il desiderio di lasciare un’eredità culturale, rivolta soprattutto alle giovani generazioni che nulla o quasi conoscono del passato. S’innamorarono dell’idea di creare un museo del territorio e iniziarono a divulgare l’iniziativa e a raccogliere fra amici e conoscenti tutti i vecchi strumenti da lavoro degli artigiani e le attrezzature legate al mondo marinaro locale. All’interno del museo infatti possiamo trovare i ferri per la raccolta a mano delle poveracce (detti  smenacùl); lo “scaion” utilizzato sulle tradizionali batane sempre per la pesca delle vongole; gli strumenti da mastro d’ascia e calafà; le biciclette con cassetta per il trasporto di pesce con le quali le bisnonne arrivavano fino a Borghi o a Sogliano e tantissimi altri cimeli. Tutti questi reperti per cinque anni vennero gelosamente custoditi all’interno delle case dei fondatori. Nel 1999, con l’apertura del museo in via Minguzzi, furono finalmente esposti al pubblico all’interno delle stanze al primo piano della ex scuola elementare, a due passi dalla spiaggia e dal circolo nautico di Viserbella.

Alla ricerca e al reperimento di materiale a livello locale si aggiunse, negli anni, l’apporto di tanti bagnanti che avevano trascorso la loro infanzia a Viserbella nelle numerose ville signorili o negli appartamenti in affitto estivo. Ad esempio, è stato donato un filmato di una pesca alla tratta nel mare antistante Viserbella risalente agli anni ‘59/’60 arrivato addirittura dall’inghilterrra. Oggi il museo possiede circa 650 reperti,; circa 400 fotografie e numerosi filmati, dal 1912 agli anni Sessanta, che documentano momenti della vita marinara locale.

A tutto questo si aggiunge una monumentale collezione di circa ottomila conchiglie del Mediterraneo. Il museo ha recentemente ricevuto il Premio della Lega Navale come unica realtà nel suo genere di tutta la provincia di Rimini.

Consulta il sito www.escaion.it per conoscere le date e gli orari di apertura.

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